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Papà Di Maio dichiara 88 euro lordi all’anno (ma ci pensa mammà)

La Pomigliano dinasty è una storia di matriarcato. E’ mamma Di Maio che manda avanti la famiglia, mentre papà Antonio incassa appena 88 euro lordi all’anno. Questa e altre perline sono contenute nelle dichiarazioni dei redditi dei componenti del governo gialloverde appena depositate a Palazzo Chigi. Si scopre, per esempio, che l’impegno istituzionale non è un buon affare per gli avvocati Giulia Bongiorno e Giuseppe Conte.

La Pomigliano dinasty è una storia di matriarcato. E’ mamma Di Maio che manda avanti la famiglia, mentre papà Antonio incassa appena 88 euro lordi all’anno. Questa e altre perline sono contenute nelle dichiarazioni dei redditi dei componenti del governo gialloverde appena depositate a Palazzo Chigi. Si scopre, per esempio, che l’impegno istituzionale non è un buon affare per gli avvocati Giulia Bongiorno e Giuseppe Conte.

Conte molla l’hotel – Il premier riceve uno stipendio di 114mila euro lordi per dodici mensilità. E ci perde tanti soldi rispetto alla sua attività precedente. Da legale, nel 2017, ha dichiarato un reddito imponibile di 370mila euro. Ha una casa a Roma e un’auto del 1996, una vecchia Jaguar. L’ex moglie e i parenti hanno negato il consenso alla pubblicazione della propria dichiarazione patrimoniale. Conte mantiene la cattedra presso l’università di Firenze, mentre molla, almeno stando alla dichiarazione sostitutiva rilasciata alla Presidenza del Consiglio, l’incarico di consigliere di amministrazione della GHMS Venezia S.p.A., società che è proprietaria del Molino Stucky, l’hotel di lusso alla Giudecca, Venezia.

9 righe di curriculum – Matteo Salvini, rispetto al premier, vanta un singolare primato: il curriculum più corto del governo. Nove righe in tutto bastano al ministro dell’Interno per sintetizzare studi, attività politica e istituzionale. Altra differenza con Conte: il vice premier, essendo anche senatore, percepisce solo l’indennità parlamentare (e la diaria), non gli tocca lo stipendio da governante. Ed è così per tutti i ministri col doppio incarico. Salvini è anche consigliere comunale a Milano, incarico assolto in forma gratuita. Nel 2017 il “capitano” ha dichiarato l’indennità da eurodeputato (100mila euro) e 11mila euro derivanti dalla vendita del suo libro “Secondo Matteo”.

Matteo Salvini (Instagram)

In società con la sorella – Pure Luigi Di Maio riceve solo l’indennità da parlamentare: 98mila euro lordi annui. E sono gli stessi che percepiva l’anno scorso, le responsabilità di governo non fanno di Giggino un uomo più ricco. Il capo politico dei Cinquestelle non ha proprietà immobiliari. Condivide al 50% con la sorella le quote della società Ardima Srl (attiva nel settore della costruzione di edifici residenziali e non residenziali) e, inno definitivo al pauperismo, guida una macchina del 1993.

Paga mammà – Onore al merito (e alla trasparenza), Di Maio allega le dichiarazioni dei redditi di tutta la sua famiglia. Il papà Antonio nel 2017 ha dichiarato appena 88 euro come rendita derivante dalla comproprietà di quattro fabbricati e nove terreni. Mamma Paolina Esposito, insegnante di italiano e latino al liceo scientifico, ha un reddito di 52mila euro. Ed è la più ricca della famiglia. E’ intestataria anche di due vetture, una del 2004 e una del 2009.  Il fratello di Luigi, Giuseppe, è disoccupato. E si spera che con il decreto dignità possa trovare lavoro. La sorella Rosalba ha dichiarato un reddito di 11mila euro, è titolare con il fratello ministro della predetta società di costruzioni e guida un’auto potente (165 cavalli).

Bongiorno prima – In cima alla classifica c’è Giulia Bongiorno, uno degli avvocati più stimati in circolazione e anche uno dei meglio pagati. Nel 2017 ha dichiarato un reddito di 3,8 milioni di euro, diverse proprietà immobiliari e un pacchetto di azioni di Cerved, Poste Italiane e Terna. Il terzo più ricco nella classifica di Palazzo Chigi, dopo Bongiorno e Conte, è il sottosegretario di Palazzo Chigi agli affari europei, Luciano Barra Caracciolo che ha dichiarato 182.056 euro. Segue il sottosegretario della Presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, con 126.959 euro. Poi arriva Salvini. Dopo di lui il sottosegretario grillino Vincenzo Santangelo (107.659 euro) e il ministro degli Affari Regionali Erika Stefani (102.236 euro), che dichiara anche una casa, un’auto e due motociclette. Dopo di lei c’è Di Maio e quindi Riccardo Fraccaro, con 93.437 euro.

Savona, case e Citroen – L’elenco è provvisorio. I termini per la presentazione della dichiarazione patrimoniale scadevano ad agosto e non tutti si sono messi in regola prima di partire per le vacanze. Hanno depositato dichiarazioni parziali i ministri Barbara Lezzi, Lorenzo Fontana, i sottosegretari Vito Crimi, Giuseppina Castiello, Mattia Fantinati, Simone Valente, Vincenzo Zoccano, Vincenzo Spadafora, Guido Guidesi, Stefano Buffagni. Tutti gli altri ancora niente. Il ministro Paolo Savona è uno di quelli che ha depositato solo la dichiarazione patrimoniale. Dal documento emerge che l’economista ha una passione per i beni rifugio: è comproprietario di case a Roma, Cagliari, Arzachena, Cabras e Terracina. L’altra fissa è per le Citroen. Ne possiede due: una C1 e una Ds5. 

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