Si chiama Drop ed è facilmente intuibile perché. C’è un portone anonimo in via Cavour, poco prima che la strada curvi verso i Fori Imperiali (pieno centro, ma fuori dalla ztl). Un citofono senza nome. Bussa solo chi sa. Ma, ormai, a Roma in tanti sanno. Soprattutto chi sta nel quartiere Monti.

Il citofono e la tessera Arci

Non è proprio uno speak easy come il Jerry Thomas project, non serve la parola d’ordine per entrare. Comunque al citofono, ti fanno un paio di domande per sapere se sei in sintonia con il tipo di locale (quello dipende soprattutto dal giorno e dall’affluenza). Dentro va fatta la tessera Arci (8 euro), poi si entra nel tunnel. Nel vero senso della parola. Il Drop è un lungo corridoio con volte in pietra viva. C’è un bancone bar molto ampio e, in fondo, un palco dove si esibiscono a volte musicisti che suonano dal vivo, a volte dj’s.

Miscelazione

I cocktail sono molto elaborati nell’estetica e anche molto buoni. Il bartender, nelle serate in cui non c’è troppa ressa, si fa raccontare i gusti del cliente e consiglia cose nuove che non siano i soliti Spritz e Moscow mule (ma io alla fine ho preso proprio quello!).

Quando andare: il giovedì e la domenica per bere in tranquillità, il venerdì e il sabato se si cerca la massa.

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