Ideona 5s: contro l’obesità vietare gli spot della Nutella

Far dimagrire un ciccione? Basta mettere fuori legge la pubblicità della Coca Cola, della Nutella, dei biscotti al cioccolato. Perché, la tesi è questa, occhio non vede, stomaco non duole.

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Il tema è serio – l’obesità, l’anoressia, la bulimia – ma, al solito, i grillini lo affrontano alla loro maniera: con i divieti. Far dimagrire un ciccione? Basta mettere fuori legge la pubblicità della Coca Cola, della Nutella, dei biscotti al cioccolato. Perché, la tesi è questa, occhio non vede, stomaco non duole. Stesso discorso per l’anoressia: togliere dai cartelloni Kate Moss evita che le adolescenti la considerino un modello da imitare. Come se non esistesse Instagram. 

Nell’archivio della Camera è appena stata depositata una proposta di legge delle deputate Azzurra Cancelleri e Marialucia Lorefice. L’obiettivo delle portavoci 5s è affrontare i disturbi del comportamento alimentare. La filosofia non è diversa da quella delle sugar e plastic tax. Cioè bastonare i consumi sbagliati, non incentivare i comportamenti virtuosi. In questo caso non si tassano alimenti e bevande alla fonte, ma si vieta ai produttori di farsi pubblicità “nel corso delle trasmissioni televisive dedicate ai minori e nelle ore destinate ai pasti”. Così stabilisce l’articolo 3 dell’iniziativa legislativa. L’articolo 4 è, invece, dedicato alle modelle che, prima di posare per uno shooting fotografico, devono fornire un certificato medico di sana e robusta costituzione. Altrimenti possono pure sognarsi le copertine. Caso curioso, le proibizioni vengono estese anche a ginnaste e ballerine che, se sono magre, è perché si allenano dieci ore al giorno e seguono un regime alimentare dettato dall’attività agonistica. Pure loro però vengono assimilate alle cattive frequentatrici di forchette e coltelli. Finirà che sui cartelloni stradali rimarranno solo le reclame di Pitran, probabilmente.

Detto questo, il problema è reale e grave: “Secondo la Federazione italiana medici pediatri”, riferiscono le deputate grilline nella loro relazione, “il rischio dell’anoressia sta crescendo in misura esponenziale in Italia, poiché tra le ragazze delle scuole secondarie di primo grado (11-13 anni) il 60,4 per cento vorrebbe essere più magro, il 24 per cento ha già sperimentato una dieta e il 32 per cento si è rivolto a un medico per la prescrizione di un regime alimentare ipocalorico, il 34 per cento è ricorso a una dieta fai-da-te, il 30 per cento ha seguito consigli di amici, di riviste o della rete internet. L’età dei soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare, sia maschi che femmine, è tra i 12 e i 25 anni e in Italia si calcola che essi siano circa due milioni”.

Specie in materia di obesità il problema nasce in famiglia. Vale la regola dello “scarrafone”. I genitori “spesso tendono a sottostimare lo stato ponderale dei propri figli e ciò trova conferma dai dati del 2016 da cui emerge che, tra le madri di bambini in sovrappeso od obesi, il 37 per cento riteneva che il proprio figlio fosse sotto-normopeso e solo il 30 per cento pensava che la quantità di cibo assunta fosse eccessiva”.

La soluzione? Non fare vedere ai ragazzi che esistono la Cola Cola e il MacDonald. Su questo, i Cinquestelle fanno sul serio. La proposta prevede un sistema di sanzioni fino a 100mila euro anche semplicemente per chi ammicchi, in tv, al consumo di una lattina di bevanda gassata o di un cartoccio di patatine fritte. Stesse sanzioni per le agenzie, le federazioni di moda, pubblicitarie, di danza, di atletica e di ginnastica ritmica e artistica che celebrino l’immagine di ragazze sotto peso. 

La guerra dei pentastellati alla multinazionale delle bibite è totale. Neanche Fidel ai tempi della Revolucion. In Commissione Bilancio al Senato stanno esaminando gli emendamenti alla legge di bilancio, che contiene sugar e plastic tax. Ma, nonostante le centinaia di emendamenti (di maggioranza e opposizione), è difficile che si riveda l’impianto della norma proposta dal governo. Per cambiare o addirittura cancellare i prelievi in questione bisognerebbe trovare risorse alternative, visto che i saldi della manovra sono intoccabili. Ma come si fa: la sola tassa sulla plastica nel 2020 vale 1,1 miliardo. Da quella sulle bevande zuccherate arriveranno oltre 200 milioni di gettito. La Coca Cola ha annunciato che, in queste condizioni, finirà per chiudere gli stabilimenti in Italia. Anzitutto quelli al Sud, che si trovano a Oricola (Abruzzo) e Marcianise (Campania). 

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