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La storia della dance anni 90: Checco Bontempi (Corona)

A Carrara fanno il marmo. Ma a Massa fanno i dischi. E alcuni vinili sono molto resistenti. Ce ne uno che, a due decenni di distanza, continua a girare. E’ Rhythm of the night, produzione italianissima. Creata dal dj Checco Bontempi, di Marina di Massa appunto, cantata da Jenny B, nome d’arte di Giovanna Bersola, ragazza catanese con padre senegalese, registrata a Reggio Emilia, nello studio di Giorgio Spagna, fratello di Ivana.

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A Carrara fanno il marmo. Ma a Massa fanno i dischi. E alcuni vinili sono molto resistenti. Ce ne uno che, a due decenni di distanza, continua a girare. E’ Rhythm of the night, produzione italianissima. Creata dal dj Checco Bontempi, di Marina di Massa appunto, cantata da Jenny B, nome d’arte di Giovanna Bersola, ragazza catanese con padre senegalese, registrata a Reggio Emilia, nello studio di Giorgio Spagna, fratello di Ivana. Olga de Souza è l’immagine della crew. Bontempi non è in grado di quantificare quante copie abbia venduto Rhythm of the night. Anche perché, a distanza di quasi 22 anni, continuano ad avere mercato sia la versione originale che le sue svariate cover.

Si chiama eterogenesi dei fini. Quando entra al Pink studio, di Reggio Emilia, Checco Bontempi deve fare tutt’altro. Lavora a una cover di un disco prodotto in Olanda, cioè a una versione risuonata e ricantata di un brano già edito. Checco ha un’idea. Tiene il riferimento alla melodia delle strofe, ma cambia il ritornello. Nascono così Corona e Rhythm of the night. E’ il 1993. L’Italia è scossa dalla bufera di Tangentopoli. Al governo si insedia il tecnico Carlo Azeglio Ciampi, la Camera nega l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi, la svalutazione della lira porta l’Italia fuori dal sistema monetario europeo. Gli italiani sono più poveri, chiudono 30mila imprese solo al nord. La sbornia degli anni ottanta è finita. Eppure il mondo della musica sembra impermeabile a questo clima di depressione che si respira in giro. Il singolo entra in classifica nel gennaio del 1994 e vi resta fino a luglio, E’ numero 1 in italia da febbraio per 8 settimane. Nel Regno Unito Rhythm of the night arriva al numero 2 nel settembre del 94. Corona piace anche al mercato americano.

Nella primavera del 1995, la canzone fu in programmata in radio e nei club e raggiunge la posizione numero 11 della Billboard hot 100. A ruota escono altri singoli fortunati: Baby Baby, Try Me Out e I Don’t Wanna Be a Star. Rhythm of the night ha avuto una nuova privamera nel 2013 grazie al singolo “Of the night” dei Bastille. Si tratta di un gruppo indie rock britannico, eppure per il lancio di All this bad blood, il secondo album, decidono di coverare il pezzo ideato da Checco Bontempi. E, nella stessa traccia, anche Rhythm is a dancer degli Snap. La canzone debutta al numero due della chart inglese e rimane in classifica diverse settimane. Un grande contributo alle produzioni dance italiane arriva da Radio Deejay. La trasmissione Deejay Time, in onda ogni pomeriggio dalla 2 alle 4, propone al grande pubblico radiofonico una selezione di canzoni dalla dance, alla tecno, alla house. Molti successi internazionali diventano tali sulla modulazione di frequenza grazie alla firma del dj Albertino. Ma la storia di Checco Bontempi ha inizio negli anni Ottanta. E’ stato uno dei protagonisti della italo-dance con lo pseudonomino di Lee Marrow. Bontempi all’epoca collabora con la Discomagic, la società di produzioni musicali di Severo Lombardoni. Fu lui a decidere l’alias di Bontempi.

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