Matteo Salvini (Instagram)

Matteo Salvini saluta Forza Italia: alle Regionali corriamo da soli

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Una ragionamento in tre punti, con cui Silvio Berlusconi rassicura sul futuro di Forza Italia e del centrodestra. Uno schema logico che rievoca i giorni delle consultazioni al Quirinale e la sequenza con cui il Cavaliere, incapace di rassegnarsi a un ruolo da comprimario, sottolineò la dichiarazione letta da Matteo Salvini mimando con le mani: pollice, indice, medio.

Il compleanno di Marina – L’ex premier è in Sardegna, dove ieri sera ha festeggiato il compleanno della figlia Marina. Silvio si sta godendo le sue vacanze a Villa Certosa. Ma ha sentito il bisogno di prendere una pausa per mandare un messaggio tranquillizzante al proprio partito che sta vivendo un agosto di grande agitazione. Lo ha fatto diramando un comunicato, in cui precisa la natura de “L’altra Italia” e garantisce sullo stato di salute di Forza Italia e del centrodestra.

Le parole del Cav sono concilianti, ma il rapporto con la Lega resta conflittuale. Salvini alle urne del 4 marzo ha fatto quello che non doveva: mettere la freccia sorpassando a destra l’alleato tradizionalmente maggioritario. Ciò ha rotto gli equilibri e mandato in pezzi la coalizione. Sicuramente a Roma, dove il Carroccio governa con i Cinquestelle e i berluscones fanno opposizione senza sconti. Altrove? Sul territorio la crepa si sta allargando. Non aiutano i sondaggi, che segnalano una forbice che si allarga nei rapporti di forza tra Lega e Fi. Non agevola l’atteggiamento ruvido del ministro dell’Interno, che non fa mistero della sua strategia espansionistica: mollare gli azzurri al proprio destino prendendo con sé la “meglio” classe dirigente forzista, quella dotata di consenso reale e certificato dalle urne.

In Abruzzo la Lega da sola – Fino a ieri erano solo minacce di rottura. Poi la Lega ha preso l’iniziativa, ufficializzando la voce fatta veicolare in questi giorni come indiscrezione. Il partito di Salvini correrà da solo alle Regionali in Abruzzo. Stessa cosa potrebbe succedere anche in Basilicata, in Sardegna e in Piemonte, tutte prossime al voto. Per non parlare delle elezioni europee di maggio 2019 dove, per la natura del sistema elettorale, ognuno correrà per sé e contro gli altri. “La decisione è presa. Chi ci ama ci segua e andiamo a vincere”, scrive sul suo profilo Facebook il deputato Giuseppe Bellachioma, coordinatore della Lega in Abruzzo. Notizia che gela gli azzurri: “Non esiste un centrodestra competitivo che non sia unito. Noi pensiamo di proseguire il percorso unendo le liste di centrodestra”, replica il coordinatore forzista abruzzese Nazario Pagano, “ci auguriamo che la Lega, dopo le vacanze d’agosto, possa riflettere e ripensarci, altrimenti si fa un favore a M5s e centrosinistra”.

“Il centrodestra esiste ancora” – Berlusconi spera che sia un fuoco di paglia. Il classico modo di fare della Lega per alzare il prezzo e trattare avendo in mano una carta in più. Il Cav assicura che è tutto ok: “Il nostro orizzonte politico”, dice nella nota, “è e rimane quello del centro-destra. Ogni altra prospettiva, e in particolare gli accordi con il Pd, sono ovviamente esclusi, perché contraddirebbero la nostra storia e i nostri valori”. Silvio scommette sul vento. Che cambi. Smettendo di soffiare nelle vele dei partiti populisti. A quel punto, ne è sicuro, Salvini tornerebbe a casa con la coda tra le gambe. “Il nostro auspicio è che si esaurisca in fretta l’anomalia del governo giallo-verde, alla quale ci opponiamo con fermezza, perché danneggia soprattutto i ceti produttivi, chi lavora e chi cerca lavoro, mentre ci auguriamo che la Lega torni ad essere protagonista con noi di un centro-destra organico a livello nazionale e locale”.

“Ottima salute” – Forza Italia, giura il Cav, “gode ottima salute, nessun abbandono significativo è in atto ed anzi si registrano nuovi ingressi di amministratori locali provenienti dalle esperienze civiche in tante realtà italiane, dal Nord a Sud”. L’Altra Italia? Non si tratta di un nuovo partito o di un progetto politico: “E’ la descrizione di una vasta area sociale e culturale che vorrebbe dalla politica risposte concrete e non slogan o improvvisazioni”.  

 



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