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Perdere, e perderemo: a un mese dalle urne ⏰ centrodestra senza candidati 😱

Una telefonata a tre non è bastata per chiudere l’accordo nel centrodestra sulle candidature regionali. E dire che il tempo utile per le decisioni sta per scadere. In Calabria soprattutto. Entro il 26 dicembre vanno depositate le liste. E le liste devono essere collegate al candidato presidente. Che è ancora mister X. 

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Si sa che l’indicazione dell’aspirante governatore calabro tocca a Forza Italia. E Silvio Berlusconi ha trovato nell’ex sottosegretario e vice sindaco di Cosenza, Jole Santelli, la persona giusta. Perché non si chiude, allora? La trattativa si è arenata sulle richieste degli alleati, in particolare di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni chiede che l’accordo tra i leader sia complessivo. E riguardi anche le altre Regioni che andranno al voto nei primi mesi del 2020. In particolare, a Fdi spetta l’indicazione dei candidati per Puglia e Marche. Ma anche lì c’è un problema di condivisione sui nomi. 

In mattinata, parlando al Senato, Matteo Salvini era stato ottimista: “Conto che la chiusura arrivi a breve. Manca un accordo su tutto il quadro e spero che arrivi presto”. Per la Calabria, assicura il leader della Lega, “ho la lista pronta, ma serve il candidato presidente, il nome non lo devo fare io”. Ma Forza Italia appunto. Berlusconi è convinto che la scelta giusta sia la Santelli. Il problema sono le perplessità del partito. Soprattutto i malumori del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Avrebbe voluto essere lui il prescelto. Ma un veto salviniano ha stoppato le sue ambizioni. Il Carroccio ha fatto notare che Occhiuto amministra un Comune in dissesto e questo non è un buon biglietto da visita. Ma la cosa che ha fatto più arrabbiare i forzisti calabresi è il niet “formato famiglia” arrivato da via Bellerio. Oltre a Mario, ai leghisti non andava bene neanche la candidatura del fratello Roberto, vice presidente del gruppo parlamentare di Fi alla Camera. 

La protesta dei due fratelli cosentini potrebbe sfociare in una lista civica autonoma. Ciò creerebbe non pochi problemi di concorrenza, sia a Forza Italia sia al centrodestra. E dire che, con una sinistra spaccata, le elezioni di fine gennaio sembravano proprio una passeggiata di salute. Probabilmente non sarà così. 

L’altro nodo che rallenta la trattativa è la Puglia. Fratelli d’Italia vuole puntare su Raffaele Fitto. L’eurodeputato conservatore è già stato presidente della Regione, tra l’altro uno dei più giovani della storia, e ha le carte apposto per correre e vincere. Anche qui, però, le perplessità arrivano da via Bellerio. Tanto che ieri sera girava voce di un possibile cambio in corsa: Puglia a un candidato leghista e Toscana a un esponente meloniano. Giorgia, inoltre, ha ottenuto dagli alleati anche la primogenitura dell’aspirante governatore delle Marche. 

Per la Toscana, in realtà, Salvini sta già valutando una rosa di nomi: il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi, il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli, e la baronessa Ginevra Cerrina Ferroni, docente di diritto costituzionale. 

Poi c’è la Campania. Berlusconi ha fretta di ufficializzare la candidatura di Stefano Caldoro. Ma il Cavaliere deve fare i conti con le resistenze che arrivano dal territorio. Ieri Mara Carfagna ha chiesto di coinvolgere i militanti nella scelta del candidato da opporre a Enzo De Luca: “Io non sono contraria alle primarie. Anzi, sono stata una delle prime fautrici di questo strumento che credo sia utile per coinvolgere il nostro popolo e penso che lo sarebbe anche in questa occasione. Naturalmente, andrebbero organizzate bene per evitare condizionamenti, infiltrazioni di vario tipo”. Alla vice presidente della Camera risponde Maurizio Gasparri. Se non vuole Caldoro, è il succo, si candidi lei: “Stefano è un ottimo candidato e anche ambienti esterni a Forza Italia e i partiti della coalizione si sono espressi positivamente su di lui. Tuttavia tutti sanno che in Forza Italia una candidatura di Mara Carfagna alla guida della Campania troverebbe un ampio consenso e, certamente, anche i partiti alleati potrebbero convenire su questa scelta”. 

A proposito di endorsement, va registrato anche quello di Giorgia Meloni, favorevole a una corsa di Salvini per il Campidoglio: il capitano sindaco di Roma? ”Non è un’idea affatto male”, dice Giorgia a Il Foglio. 

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