Viaggio nell’industria del divertimento di Ibiza. Dove l’Italia se la comanda (al solito) VIDEO

“Ibiza, fai tanto rumore”, è uno dei claim dell’isola. E questo rumore attira tante persone. Tra queste molti italiani. Ma non è solo turismo, anche se l’isola delle baleari è tra le mete estere preferite dai nostri connazionali insieme a Barcellona e New York. Ibiza è anche e soprattutto lavoro. C’è tanta Italia nell’industria dell’intrattenimento ibizenca. Andiamola a scoprire.


“Ibiza, fai tanto rumore”, è uno dei claim dell’isola. E questo rumore attira tante persone. Tra queste molti italiani. Ma non è solo turismo, anche se l’isola delle baleari è tra le mete estere preferite dai nostri connazionali insieme a Barcellona e New York. Ibiza è anche e soprattutto lavoro. C’è tanta Italia nell’industria dell’intrattenimento ibizenca. Andiamola a scoprire. Ugo Bellan è executive operations manager del Blue Marlin di Ibiza. “Siamo un beach club con un multi-concept”, spiega, “da noi puoi rilassarti in spiaggia e sulla terrazza v.i.p., pranzare al ristorante e poi scatenarti in discoteca. C’è sempre qualcosa da fare di diverso. Si arriva la mattina per il mare e, volendo, si va via a tarda notte”.

Blue Marlin

Il Blue Marlin esiste dal 2004 ed è un brand in forte espansione. A Ibiza e non solo. “Nel 2014”, aggiunge il manager italiano originario di Treviso, “abbiamo registrato 180mila ingressi, quest’anno puntiamo a superare i 200mila”. Bellan è arrivato a Ibiza nel 2010, dopo un’esperienza decennale a Londra. “Vivo e lavoro qui tutto l’anno, con il Blue Marlin abbiamo tanti progetti. Per esempio, abbiamo appena aperto un ristorante a Madrid, il Tatel”. Nostalgia dell’Italia? “A Ibiza sto molto bene, è la mia casa, non rimpiango nulla. Qui vivi la giornata con meno mal di testa…”, sorride.

Cafe del mar

Mauro Fortunato è il general manager del Cafe del Mar. “E’ aperto dal 1980, nel 2015 festeggia i 35 anni di attività”. Il locale, spiega, “è famoso per la selezione musicale chill out, ma soprattutto per il suo tramonto. Uno dei più belli del mondo. Centinaia di migliaia di turisti vengono a trovarci per goderselo”. Da quest’anno al Cafè del Mar ci sono anche i pre-party: “Il venerdì c’è Music On, con il dj italiano Marco Carola”. Mauro parla di sé e della sua esperienza. Vive a Ibiza da sei anni, anche lui ci è arrivato via Londra, da Torino, sua città natale. “Mi chiamarono per l’apertura dell’Amante beach club, in Cala Llonga, poi ho lavorato al Blue Marlin e ora qui al Cafè del Mar”. Cos’ha Ibiza rispetto all’Italia? “In questi anni ho visto crescere tantissimo l’organizzazione dei grandi locali. Tutti cercano di offrire il massimo, un servizio perfetto, per rendere i clienti più che felici”. Gli italiani a Ibiza? “La maggior parte dei posti qui a Ibiza”, spiega Fortunato, “ha il management italiano. Siamo tra i migliori in questo settore”. Tornare a casa? Mauro si fa una risata: “No!”.

Beachouse

Martina Russi è la front of house manager del Beachouse, beach club aperto lo scorso anno a Playa d’en Bossa, dai proprietari di El Chiringuito, storica spiaggia ibizenca. “La caratteristica del Beachouse è quella di coniugare la cucina di alto livello con il clubbing”, in una zona dell’isola, Playa d’en Bossa, considerata un po’ commerciale. Trentatre anni, Martina è partita subito dopo l’università per Londra: “Vivevo in un paesello di cinquemila anime e mi stava stretto”. Ma il tempo grigio della Gran Bretagna l’ha spinta a cambiare ancora: “Sono a Ibiza da quattro anni. In Italia? Cosa ci torno a fare… Anche se dicono che la situazione economica della Spagna sia peggiore di quella italiana (e io non credo), qui sono capaci di affrontare i problemi con il sorriso. Una cosa che noi non sappiamo fare. Purtroppo”.

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