Berlusconi, Di Maio come Hitler

Per Berlusconi i 5S sono le SS: “Di Maio come Hitler”

“Siamo di fronte a un grave pericolo. L’altro giorno stavo dando una mano a delle persone e gli ho chiesto come si sentissero di fronte a questa formazione politica, che non si può certo definire democratica. Uno mi guarda negli occhi e mi dice: “Ci sentiamo come gli ebrei al primo apparire della figura di Hitler””. Silvio Berlusconi paragona i Cinquestelle al terzo reich. Nel giorno della Liberazione. Visitando le Malghe di Porzus, luogo dell’eccidio dei partigiani. Insomma ci va giù pesante. Pesantissimo. Tanto che il primo a prendere le distanze è Matteo Salvini: “E’ meglio tacere e rispettare il voto degli italiani invece di dire sciocchezze. Io”, dice il segretario della Lega, “voglio dare un governo all’Italia, sono stufo di insulti, capricci e litigi“. A questo punto anche il Cavaliere sente l’esigenza di precisare: “Questa frase”, spiega un comunicato dello staff, “non appartiene al pensiero e al sentire di Berlusconi, lo ha molto colpito proprio per la gravità del contenuto. Nel riportarla, ha inteso mettere in guardia da uno stato d’animo che evidentemente è diffuso nel Paese”. Insomma Di Maio non è come Hitler, ma c’è gente, insiste Silvio, che vede i pentastellati come neonazisti.

A Salvini replica Renato Brunetta. “Sciocchezze” sono quelle del leader leghista, quando minaccia “passeggiate nella capitale alla vigilia del 25 aprile”, evocando cioè la marcia su Roma. Insomma il clima è questo. Rovente. Da campagna elettorale permanente. D’altronde è così: domenica si vota in Friuli, in giugno si rinnovano i sindaci di tanti importanti Comuni. In assenza di maggioranze chiare in Parlamento, ogni volta che si riaprono le urne i partiti sentono odore di match point. E vanno a rete a schiacciare.  “Oggi purtroppo solo il centro-destra sembra davvero consapevole dell’importanza della posta in gioco, solo Forza Italia sta prendendo sul serio la richiesta di cambiamento e di soluzione dei problemi che è uscita dalle urne il 4 marzo”, spiega l’ex premier. “Questo non è un momento elettorale”, riferendosi alle celebrazioni del 25 aprile, “ma sono certo che i Friulani e i Giuliani, quando domenica si recheranno alle urne, avranno ben presenti questi comportamenti, e sapranno bene come votare”.

Il governo del presidente

Quello che succede a Roma continua a preoccupare il Cav. Una vittoria in Friuli, è il suo convincimento, può contribuire a far naufragare l’abboccamento demo-grillino: “Siamo impegnati oggi a cercare una soluzione alla crisi politica, senza veti né preclusioni, rispettosa del voto espresso dagli italiani”. Secondo Berlusconi la soluzione migliore è quella che preveda la collaborazione di tutti a un governo istituzionale:  “Tutte le forze politiche”, spiega, “hanno il dovere di essere responsabili, nel linguaggio e nei comportamenti: il calcolo politico non può portare a disgregare quella convivenza democratica faticosamente acquisita settant’anni fa”. Il presidente di Forza Italia, che martedì sera ha cenato con il candidato leghista Massimiliano Fedriga, resterà in Friuli fino a sabato. Deciso a dare una mano per tirare la volata al suo partito.

 

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