Fraccaro, Di Maio, Melodia

M5s: via i vitalizi a tutti i condannati. Ma (non volendo) fanno un regalo al Cav

Il Movimento 5 Stelle (M5s) la dà come cosa fatta. O quasi. I vitalizi, dicono, hanno le ore contate. L’ufficio di presidenza di Montecitorio, dove il grillini, da Roberto Fico in giù, se la comandano, sta ancora studiando la pratica, in realtà. Non è una passeggiata. La soluzione agognata, quella di applicare il metodo contributivo a tutti gli ex parlamentari, è dura da impostare. Si vanno a toccare dei diritti acquisiti. Il rischio è che la delibera venga travolta da una valanga di ricorsi. Altre formule porterebbero a risparmi, per le casse della Camera, che sono lontani da quelli promessi dai pentastellati.

Ampliare il novero dei reati per i quali viene disposta la cessazione dell’erogazione del vitalizio

Allora i grillini e i loro staff tecnici stanno valutando diverse strade. Sul tavolo dell’ultima riunione è arrivata uno studio predisposto dal questore anziano Riccardo Fraccaro. Per andare a incidere sulla voce di spesa, l’idea è quella di ampliare la platea degli “indegni”. Ovvero quegli ex parlamentari che sono stati condannati. E, in quanto tale, hanno “demeritato” la pensione. Nella scorsa legislatura c’era già stata un intervento del genere. Ma, stringi stringi, aveva riguardato soltanto 10 ex deputati. Tre dei quali sono riusciti a riavere indietro il vitalizio ricorrendo al Tribunale di sorveglianza che ha riconosciuto loro la riabilitazione. Così Fraccaro ha trovato una nuova soluzione: “Ampliare il novero dei reati per i quali viene disposta la cessazione dell’erogazione del vitalizio”. L’appiglio giuridico sta, spiega il questore grillino, nel “omogeneizzare” la disciplina vigente con quella contenuta dalla legge Severino. Per cui il piano pentastellato consiste nel negare l’assegno mensile a tutti i post parlamentari condannati per reati contro la Pubblica amministrazione: peculato, malversazione, concussione, corruzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, etc.

Vitalizio ad personam

Gli uffici della Camera stanno facendo i conti. Non è ancora chiara quale sia la platea dei condannati (le ricerche vanno fatte sui casellari giudiziari) e dunque non si sa ancora quale possa essere il risparmio per l’erario.
Il paradosso? E’ che c’è una buona notizia per Silvio Berlusconi. Il lodo Fraccaro di fatto automatizza la fine della sospensione del vitalizio in presenza di una riabilitazione. E dunque il Cav, non appena vedrà riconosciuta la sua domanda, potrà iniziare a incassare il suo assegno mensile. Non che nel frattempo gli sia mancato il pane a tavola, è chiaro. Ma almeno si tratta di una piccola soddisfazione morale. Che arriva da una parte politica mai tenera con il presidente di Forza Italia.
L’indegnità dell’ex parlamentare passato a miglior vita non priverà il coniuge del diritto alla reversibilità dell’assegno. Questo è un altro passaggio della relazione Fraccaro.

  

“Abbiamo mantenuto la promessa, nell’arco di soli 15 giorni il Collegio dei Questori ha presentato in Ufficio di Presidenza l’istruttoria sul ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari con il metodo contributivo. Si tratta di un lavoro di ricognizione e di valutazione degli elementi indispensabile per la delibera che sarà successivamente adottata, il primo passo per la cancellazione dei vitalizi”. Così sul blog delle Stelle Riccardo Fraccaro, Maria Edera Spadoni, Azzurra Cancelleri, Mirella Liuzzi, Carlo Sibilia e Vincenzo Spadafora che sul blog delle Stelle annunciano le determinazioni dei questori, “segno tangibile del cambiamento che stiamo promuovendo”. Insomma “l’operazione taglia-privilegi è partita”.  Il post sul blog che riprende l’annuncio diffuso dal M5s ricorda che l’intento è quello di superare il sistema retributivo e procedere al ricalcolo su base contributiva degli assegni, riequilibrando il rapporto tra quanto versato e quanto percepito.

18,7 milioni di risparmio

Senza conteggiare la soppressione degli assegni ai condannati, dicono i 5S, si prevede già un risparmio di 18,7 milioni di euro l’anno. Una cifra destinata ad aumentare con i prossimi interventi e che si sommerà ai risparmi prodotti dal Senato. “Come M5S abbiamo dato la massima priorità a questo provvedimento per dare subito risposte concrete alle istanze di cambiamento espresse dai cittadini e affermare un principio di equità. In Parlamento devono essere applicate le stesse regole previste per la generalità dei cittadini” commentano i 5 Stelle.

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