Con Berlusconi di nuovo in campo Forza Italia non ha più paura del voto anticipato

Forza Italia non ha più paura del voto. Il risultato del 4 marzo è stato proprio una brutta botta. Percentuali sotto le attese e l’onta del sorpasso della Lega, con Matteo Salvini che ha battuto Silvio Berlusconi nella competizione interna per la premiership. Così, al solo udire la parola “urne”, gli azzurri rabbrividivano. Questo fino all’altro giorno. Dopo la riabilitazione del Cav, che torna candidabile, l’umore è cambiato. E l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne non fa più tremare.

Berlusconi oggi è a Sofia per un incontro con i leader del Ppe a margine del vertice dell’Ue con i Paesi balcanici. Il Cav proverà a rassicurare i partner della famiglia popolare sul fatto che l’Italia non avrà un governo dei populisti, il tentativo gialloverde è destinato a fallire. Un approccio meno polemico alle mosse di Salvini è la strategia per assecondare il rientro del leader leghista nei ranghi del centrodestra. 

Matteo Salvini (Instagram)

Non perché Berlusconi lo abbia convinto a mollare la collaborazione con Luigi Di Maio, è stato lo stesso Matteo a rendersi conto che i grillini non sono “normali”. Ieri la prima bozza del contratto di governo, diffusa dall’Huffpost, ha corroborato questa sensazione. Nelle oltre trenta pagine si ipotizzano organi di concertazione estranei (e prevalenti) al consiglio dei ministri. Roba fantasiosa. E perlomeno anticostituzionale. Che finirà di certo nel tritacarte di Sergio Mattarella.

Insomma da quella parte non c’è strada percorribile. Di qua, invece, Salvini trova alleati più malleabili all’accordo. In un’intervista al Corriere Antonio Tajani conferma la possibilità di un ritorno alle urne in caso di fallimento del tentativo Lega-M5s. Lo stesso Quirinale ha seri dubbi nel mandare un “suo” governo nelle fauci di un Parlamento dove prevalgono forze tanto inaffidabili. La soluzione torna quella di un governo-ponte incaricato di sterilizzare l’aumento dell’Iva nel tempo necessario ai partiti per cambiare le regole di voto. E poi via, di nuova in campagna elettorale. “Con la riabilitazione di Berlusconi cambia tutto”, dichiara Renato Brunetta, “Non abbiamo paura delle elezioni, non ne abbiamo mai avuta, ma non credo che elezioni continue siano un bene per il Paese. E’ necessario un passaggio elettorale, magari non subito, ma nella prossima primavera”. Prospettiva confermata anche da Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione cristiana: “Per noi c’è un solo candidato premier e si chiama Silvio Berlusconi. Lo dice uno come me che osserva con interesse e ammirazione il lavoro di Salvini. Ma, una volta che Silvio è tornato candidabile, per noi e per milioni di italiani c’è solo lui”. Frena invece Anna Maria Bernini: “Non è il momento di andare alle urne, ma non abbiamo paura del voto. Abbiamo paura della stanchezza e dell’astensione delle elezioni”. conclude la capogruppo azzurra al Senato.

 

 

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