Giuseppe Conte (Instagram)

Conte aggiorna il curriculum: Presidente del Consiglio incaricato (per 5 giorni)

Chissà se poi Giuseppe Conte metterà in curriculum anche questa esperienza: “Presidente del Consiglio incaricato”. Certo, è durata poco. Cinque giorni. Ma sono state 120 ore ad alta intensità. Con due picchi di stress, all’inizio e alla fine. Martedì, appena Cinquestelle e Lega hanno ufficializzato l’indicazione, il professore di Volturara Appula si è trovato catapultato sulla stampa nazionale ed estera. E si è visto rivoltati la vita, lo studio, il conto in banca come calzini. Nonostante alcune esagerazioni nel profilo e la totale inesperienza politica, il Quirinale ha fatto uno sforzo e ha deciso di incaricarlo. Raccomandandogli, però, di guadagnare un po’ di autonomia dai partiti.

Come no: Conte finisce sotto tutela dei grillini. Roberto Fico gli mette a disposizione un ufficio alla Camera. Luigi Di Maio gli presenta il suo staff di consiglieri giuridici di quando era vice presidente di Montecitorio. Mentre la comunicazione e i social vengono gestiti da Pietro Dettori della Casaleggio associati. Infine c’è Matteo Salvini. Che gli mette in mano la lista dei ministri da portare al Quirinale. Con annessa patata bollente: il nome (blindato) di Paolo Savona all’Economia.

Giuseppe Conte Meme
LO HANNO MESSO IN MEZZO

Gli viene chiesta un’opera di mediazione che non gli appartiene. Conte ha una lunga esperienza giuridica, ma l’abc della politica è un’altra cosa. Non si improvvisa. I tentativi di sintesi che propone vanno tutti a vuoto. Prova a spostare Savona alle Politiche comunitarie, ma Salvini gli dice no. Prova a mettere un vice ministro forte alle calcagna del professore eurocritico, però il Colle è contrario. A un certo punto, il prof inizia a pensare anche che lo stiano mettendo in mezzo. E che il suo governo sia destinato a non nascere perché non lo vuole nessuno. Non il Capo dello Stato, che ha già pronta la sua squadra tecnica capitanata da Carlo Cottarelli. Non il leader della Lega, il quale non vede l’ora di tornare al voto per ricomporre il centrodestra e mettersi alla testa della coalizione. A tempo scaduto arriva l’ultima proposta del Colle: Giancarlo Giorgetti al posto di Savona. A Conte sta bene, ma non ha l’autonomia per decidere da solo. E va tutto in vacca.

QUANTO SONO BRITISH

Bisogna tuttavia dare atto al professore di averci provato fino alla fine. Lavorando sodo e  rivoluzionando per pochi giorni la sua vita. Senza mai perdere il suo stile british. Si è abituato ad avere il piantone dei cronisti di fronte casa a via Giulia. Ha accettato di comunicare uno stile pauperista, come imposto dallo spin grillino, poco conforme a un ricco borghese del quartiere Regola. Ha lasciato la coupè nel box, girando in taxi. Ha preferito la pizza “a portar via” della Montecarlo ai crudi di pesce del Ristorante da Pierluigi. Tutto questo sacrificio, però, non è stato ripagato in termini di successo.

Ieri sera è salito al Quirinale con l’animo del condannato che va al patibolo. L’ordinario di Diritto Privato non ha potuto far altro che rassegnarsi all’insuccesso. “Ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento”, dichiara il quasi premier Conte uscendo dal colloquio con Mattarella, “ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome. Posso assicurare”, chiude con una lieve frecciata verso il padrone di casa, “ che lo sforzo che c’è stato per formare il governo è stato realizzato in piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato”.

Sergio Mattarella Thug life

E ora? Di Maio, ringraziando per il lavoro fatto, gli ha assicurato un seggio sicuro in Puglia e un posto nel futuro governo a Cinquestelle. Semmai succederà.

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