Roberto Fico (Instagram)

E’ Fico l’anti-Salvini: contro corrente come gli altri presidenti della Camera

E’ scontro tra Matteo Salvini e i Cinquestelle ortodossi, l’ala che fa capo al presidente della Camera Roberto Fico. Il cui cuore, come è noto, batte a sinistra. Ebbene la sensibilità della terza carica dello Stato è stata urtata dalle parole del ministro dell’Interno. Che ha preso di mira le ong impegnate nel Mediterraneo a sostegno dei profughi. Alcune di esse, attacca Salvini, “non fanno volontariato ma affari” e “fungono da taxi”.

Roberto Fico (Instagram)

Il Viminale vuole mettere mano al codice di regolamentazione voluto dall’ex ministro Minniti. Quel documento va rivisto, annuncia Salvini, perché “non consente di intervenire in maniera efficace”. Il vice premier chiama in causa anche la Nato, che “deve difenderci da migranti e terroristi”, perché l’Italia “è sotto attacco da Sud, non da Est” e Malta “non può sempre dire no a qualsiasi richiesta d’intervento”, deve accogliere “nei suoi porti le navi cariche di disperati.

Il leader della Lega è a Como. E’ venuto per portare la propria solidarietà agli autisti del bus aggrediti da alcuni richiedenti asilo. L’occasione è propizia per ribadire la sua linea dura. “Sto studiando e lavorando per chiudere i rubinetti a monte: porte aperte per chi scappa veramente dalla guerra, porte sbarrate per tutti gli altri”, annuncia. Le critiche alle autorità maltesi determinano la reazione di La Valletta: quelle di Salvini sono “accuse false, rispettiamo in ogni momento tutti gli obblighi, compresi quelli internazionali”. Dopo poco arriva la controreplica del vice premier:  “Allora gli amici maltesi ci dicano quante navi che trasportavano migranti hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte”. L’Italia, precisa Salvini, “vuole risolvere i problemi, non crearli”.

Matteo Salvini (Instagram)

I toni accesi del ministro provocano mal di pancia nell’area sinistra del Movimento Cinquestelle. Mentre Salvini è in riva al lago annunciando “tolleranza zero” verso i migranti, Roberto Fico a Roma incontra i rappresentanti di Amnesty e di Medici Senza Frontiere. Quest’ultima è proprio una di quelle ong impegnate nel Mediterraneo. “Chi fa solidarietà”, dice Fico, “ha tutto il supporto delle istituzioni. Lo Stato deve essere vicino a chi soffre, ai più deboli, a chi viene considerato ultimo. La loro sofferenza è la mia sofferenza, la loro ricerca di dignità è la mia ricerca della dignità”. Pur non entrando in polemica diretta con Salvini (“Sono la terza carica dello Stato”), il numero uno di Montecitorio insiste sulla necessità di supportare le persone e le organizzazioni che nel Mediterraneo aiutano gli altri”. Non vanno messe sotto processo, come dice il “capitano” leghista.

Ma non è finita qui. Perché lunedì Fico sarà a San Calogero, dove è stato ucciso Soumayala Sacko. Ne danno notizia i parlamentari calabresi pentastellati Parentela, D’Ippolito, Nesci, Tucci e Morra. I cinque, che aderiscono all’ala ortodossa-fichiana, annunciano anche la presentazione di un’interrogazione parlamentare indirizzata proprio a Salvini: chiedono che il governo “scavi a fondo sull’omicidio” del sindacalista.

Intanto al Viminale si lavora al pacchetto di misure urgenti per rispondere all’emergenza immigrazione. Alcuni provvedimenti sono stati già annunciati dallo stesso Salvini, come l’apertura di un centro per rimpatri in ogni Regione e lo spostamento dei fondi dall’accoglienza alle espulsioni. Allo studio c’è poi un decreto per l’allungamento dei tempi di permanenza nei centri (fino a 18 mesi) e l’accelerazione delle pratiche di riconoscimento dello status di asilo. Per chi ne ha davvero diritto

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