Matteo Salvini (Twitter)

La C con la mano: Salvini conquista la città di Sfera Ebbasta (Cinisello)

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Alla fine contano i numeri. E quelli fanno sorridere tutto il centrodestra. Su venti capoluoghi di Provincia andati al voto, se ne aggiudica undici, strappandone dieci al Partito democratico. Che esce fortemente ridimensionato soprattutto a casa sua, in Toscana. La Lega si conferma trainante. Forza Italia resta il secondo partito della coalizione, il primo al Sud. Matteo Salvini fa festa, gli azzurri ci tengono a rivendicare il fatto di essere determinanti.  E’ “un risultato fantastico”, dichiara il ministro dell’Interno, “più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano, i sacrifici di tanti anni hanno portato a risultati incredibili in città governate da 70 anni dalla sinistra”. Salvini si riferisce a Pisa e Siena, ma menziona anche Cinisello Balsamo, roccaforte rossa caduta come Sesto San Giovanni al turno di marzo. Città natale di Sfera Ebbasta.

Il Carroccio parla di “effetto-Salvini”. Fi, invece, ci tiene a sottolinea che si è trattato di un lavoro di squadra. I rapporti tra i partiti restano imperniati su questo strano threesome in cui alla Lega vengono concessi rapporti poliamorosi, al governo con Di Maio e sul territorio con Berlusconi e Meloni. Senza apparenti crisi di gelosia. In realtà, tanta parte la fa un sistema elettorale con il doppio turno. Che al ballottaggio fa giustizia del terzo incomodo e dà la facoltà all’elettore di scegliere tra due alternative.

LEGA STRARIPANTE

Con una lunga nota ricompare il presidente di Forza Italia che, contrariamente alle sue abitudini, si è totalmente eclissato in campagna elettorale. La vittoria non è di Salvini, puntualizza il Cav, ma  di “un centro-destra plurale, nel quale nessuna forza è autosufficiente”. Berlusconi derubrica l’exploit leghista a “buon risultato”, cita “la crisi del Pd” ed è spietato con i grillini: “Non riescono a riprodurre il successo delle elezioni politiche”, che è stato frutto di “un voto di protesta emotiva e non di un’adesione consolidata e motivata”.

Silvio Berlusconi (Instagram)

E’ chiaro che Berlusconi, chiuso in un angolo da una Lega straripante, deve fare qualcosa. Ha già annunciato l’intenzione di voler rifondare Forza Italia: “Alle Europee la riporteremo al 20 percento, sarò capolista in tutte le circoscrizioni”, è il piano di battaglia del Cav. Che sta per avviare la campagna congressuale per l’elezione dei vertici locali del partito, il che vuol dire anche tesseramento, cioè un po’ di soldi freschi nelle casse asfittiche di piazza San Lorenzo in Lucina. Poi Silvio provvederà alla nomina dei nuovi coordinatori regionali. Intenzione che sta già creando tensioni e litigi. Soprattutto in Lombardia, dove ci sono almeno un paio di dirigenti che ambiscono all’incarico finora assolto da Mariastella Gelmini.  In tal senso forse va interpretato un criptico tweet di Laura Ravetto: “In un ambiente di serpi non vince chi ha il veleno più potente, ma chi ha l’antidoto più efficace. Mi sto attrezzando”. Quando il Cav distribuisce cariche tra i forzisti è sempre un momento di massima dialettica interna. Oggi avrebbe dovuto svolgersi il direttivo del gruppo alla Camera. Ma è stato sconvocato per evitare che si trasformasse in una corrida.

IL VECCHIO CHE AVANZA

Anche il caso Imperia ha contribuito a creare ulteriori polemiche. A Berlusconi non sono piaciute le uscite di Giovanni Toti di domenica, a urne aperte. E non ha nascosto la sua soddisfazione per la vittoria di Claudio Scajola. Testimonianza ne è il fatto che, mentre il neo sindaco rilasciava interviste alle tv, ha ricevuto una telefonata di complimenti da parte di Gianni Letta. Toti ha risposto alle critiche si chi lo accusa di volersi abbandonare tra le braccia di Salvini:  “E’ una falsità, io voglio che il polo moderato si confronti alla pari con la Lega”. Altri, come la capogruppo Anna Maria Bernini, invitato a godersi il successo. Almeno per un giorno: “Abbiamo conquistato roccaforti apparentemente inespugnabili, proseguiamo lungo il percorso di rinnovamento”.

 

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