Deputati esausti in ferie: hanno lavorato 42 minuti al giorno

Questa legislatura, la diciottesima, detiene ogni record di lentezza. A Montecitorio l'aula si è riunita per 115 ore e 8 minuti in 153 giorni. Si sono tenute 33 sedute. Il che significa che gli onorevoli hanno scaldato il seggio, in media, una volta ogni cinque giorni. A Palazzo Madama l’emiciclo si è riunito 31 volte e ha lavorato 93 ore e 12 minuti in cinque mesi.

Il Parlamento va in vacanza, deputati e senatori torneranno al lavoro tra circa un mese, l’11 settembre, anche se le Commissioni riapriranno una settimana prima. Ferie meritate? Mica tanto. In media i deputati hanno lavorato in Aula 42 minuti al giorno. Ancora peggio hanno fatto i senatori: 36 minuti al dì. Non propriamente ritmi da miniera di carbone.

Questa legislatura, la diciottesima, detiene ogni record di lentezza. A Montecitorio l’aula si è riunita per 115 ore e 8 minuti in 153 giorni. Si sono tenute 33 sedute. Il che significa che gli onorevoli hanno scaldato il seggio, in media, una volta ogni cinque giorni. A Palazzo Madama l’emiciclo si è riunito 31 volte e ha lavorato 93 ore e 12 minuti in cinque mesi.

PARTENZA DIFFICILE

Dicono, a giustificazione dell’inattività, che la partenza è stata complessa. La più farraginosa della storia repubblicana. Dalle urne non sono usciti vincitori. Solo maggioranze relative. Così, prima che il Movimento 5 Stelle e la Lega trovassero un accordo per formare la coalizione gialloverde e per indicare il nome di Giuseppe Conte al Quirinale, sono passati 89 giorni. Durante i quali, tolte le sessioni della Commissione speciale chiamata a votare i decreti in scadenza dell’esecutivo Gentiloni, i parlamentari si sono sostanzialmente girati i pollici. Pur incassando emolumento e diaria pieni. Davide Casaleggio dice che il Parlamento va superato. Così, in effetti, serve a poco.

RECORD ASSOLUTO DI LENTEZZA

Andando a ritroso nei decenni non si trovano simili esempi di fancazzismo. Nel 2013, pur partendo da un’analoga situazione di stallo istituzionale, i partiti ci impiegarono 62 giorni per trovare le larghe intese intorno al nome di Enrico Letta. Tutto più facile nel 2008, quando le urne premiarono largamente Silvio Berlusconi, il quale formò il governo e mise a lavoro il Parlamento in appena 24 giorni. Lo scioglimento della crisi più rapida è un record detenuto sempre dal Cav e risale alla sua prima esperienza: nel 1994 il leader di Forza Italia impiegò 12 giorni per salire al Quirinale con la lista dei ministri fatta.

IL PRECENDENTE DEL 2013

Altra comparazione: all’avvio della legislatura del 2013, il Senato lavorò in media 1 ora e 12 minuti al giorno. Sempre poco, è vero, ma molto meglio della mezzoretta quotidiana della legislatura targata Cinquestelle. Oltretutto, va detto che ogni giro d’orologio vale oro in Parlamento. Ieri i deputati hanno discusso il conto consuntivo della Camera per l’anno 2017. Montecitorio grava sulla tasca dei cittadini per 943,1 milioni di euro all’anno. Fatti i dovuti calcoli, viene fuori che ogni minuto di lavoro parlamentare costa al contribuente 60mila euro circa.

7 LEGGI APPROVATE

In questa prima sessione di lavori, inoltre, il tempo passato nell’emiciclo ligneo del Basile non è stato messo a frutto un granchè. Alla Camera sono state presentate 1.005 proposte (e 727 al Senato), ma di esse solo 7 sono diventate effettivamente leggi dello Stato. Poco più di una al mese. Sono state depositate 27 mozioni, ma soltanto una è stata votata. “Abbiamo preferito la qualità alla quantità”, si è giustificato Riccardo Fraccaro, ministro dei Rapporti col Parlamento. E va be’.

Ora i trolley rotolano veloci verso l’uscita. E verso pacchetti vacanza acquistati last minute: in questi giorni l’agenzia di viaggi interna di Montecitorio ha registrato il picco di presenze. In realtà, per molti, è il secondo soggiorno dell’estate, visto che la Camera si era già fermata una settimana abbondante all’inizio di luglio.

COSA CAPITA ALL’ESTERO

Due magre consolazioni, però, ci sono. Il record della sosta più lunga non è stato battuto: lo scorso anno infatti i due emicicli hanno “riposato” per ben 40 giorni. E, in ogni caso, rispetto agli altri paesi europei, l’Italia è il paese più virtuoso in termini di ferie estive. Il Bundestag tedesco chiude per ferie dal 5 luglio al 10 settembre. La Camera dei Comuni del Regno Unito va in ferie dal 24 luglio al 4 settembre 2018. In Francia l’Assemblea nazionale lavora da ottobre a giugno, ma può essere convocata per sessioni straordinarie. In Spagna la pausa dei lavori riguarda luglio e agosto. Anche a Madrid, però, è possibile riunire il Parlamento ad horas.  

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