De Mita e Craxi (foto instagram)

Far lavorare le Camere si può. Anche senza governo: 3 casi dalla Prima Repubblica.

A volte, ma solo a volte, andare avanti vuol dire andare indietro. Come dai Romani al Medioevo. Per certi versi la Prima Repubblica era meglio della (quasi) neonata Terza. Ai tempi di Craxi, De Mita e Berlinguer, per esempio, sapevano come gestire in Parlamento le lunghe fasi di paralisi dovute alla difficoltà di formare un governo. D’altronde, nella stagione politica conclusasi drammaticamente con Tangentopoli, si cambiava in media un esecutivo all’anno. Parole come verifica, crisi, sfiducia erano il pane quotidiano. In questo dossier preparato dall’ufficio studi di Montecitorio si fa un po’ di storia di quegli anni. Il tentativo è quello di rispondere a un quesito: possono le Commissioni parlamentari iniziare a lavorare in attesa che si formi un governo? La prassi e la dottrina dicono di no. Perché, durante le crisi politiche, consuetudine vuole che si interrompa l’attività legislativa. Eppure ci sono stati tre precedenti nella storia (storia della Prima Repubblica) in cui, a inizio legislatura, le Commissioni sono state formate prima della fiducia al governo.

TRE PRECEDENTI

Si legge nel dossier: “Nel 1976 (VII Legislatura) la costituzione delle Commissioni è avvenuta mentre era pendente la riserva formulata dal Presidente del Consiglio incaricato. Nel 1979 (VIII Legislatura) la costituzione è avvenuta in pendenza della riserva formulata dal Presidente del Consiglio incaricato in occasione del secondo incarico conferito dal Presidente della Repubblica. Tale incarico non andò a buon fine, come il terzo incarico conferito immediatamente dopo. Solo con il quarto incarico si giunse alla formazione del Governo. Perciò, tra la costituzione delle Commissioni e il conferimento della fiducia al nuovo Governo, in quella fattispecie intercorse circa un mese. Nel 1992 (XI Legislatura) le Commissioni sono state costituite quasi due mesi dopo la prima seduta delle Camere, periodo nel quale sono intervenute le anticipate dimissioni del Capo dello Stato e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. In questa fattispecie, la costituzione delle Commissioni è avvenuta prima del conferimento di qualsiasi incarico”.

NEL 1979 COMMISSIONI SUBITO OPERATIVE

Istituite prima, ok. Ma per fare cosa? Nei tre casi elencati, “le Commissioni hanno svolto attività che, nel 1976 e nel 1992 hanno riguardato solo la conversione di decreti-legge. Invece, nel 1979, oltre all’attività relativa a disegni di legge di conversione di decreti-legge, hanno esaminato anche altri progetti di legge, di iniziativa sia governativa che parlamentare. Tale attività è stata svolta anche attivando la sede legislativa. Inoltre sono state svolte anche comunicazioni del governo. Alle relative sedute hanno partecipato rappresentanti del governo dimissionario”.

LA BOLDRINI RISPOSE PICCHE (NEL 2013)

All’inizio della scorsa legislatura, su richiesta dei Cinquestelle, la questione è stata sottoposta all’esame della Giunta per il regolamento nella seduta dell’11 aprile 2013. Ma l’allora presidente Laura Boldrini rispose picche, ricordando “l’esistenza di una prassi consolidata nel nostro sistema costituzionale, secondo la quale nei periodi di crisi di Governo, si interrompe l’attività legislativa, di indirizzo e controllo delle Camere, salve le eccezioni ricollegabili alla particolare natura ed urgenza di alcuni adempimenti. Pertanto, laddove le Commissioni fossero costituite, avrebbero un campo d’azione limitato”. Inoltre, sempre la presidente ha richiamato “la prassi delle ultime 5 legislature, caratterizzate da sistemi elettorali di tipo maggioritario, che ha sempre visto avvenire la costituzione delle Commissioni permanenti dopo la formazione del Governo e dopo la votazione della fiducia”. Stavolta a sollecitare l’inizio dell’attività legislativa è stata Forza Italia, mentre i grillini, che esprimono il presidente (Roberto Fico), al momento non si sono ribellati a questo stato di immobilismo, comunque (ben) retribuito.

Ecco il testo completo del dossier.

 

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