Roberto Fico (Instagram)

Niente tagli ai vitalizi. E allora i 5s fanno strage di portaborse: 42 licenziati e 87 esodati

Preso atto della difficoltà di tagliare i vitalizi agli ex parlamentari, Fico, Fraccaro e soci hanno deciso di tagliare i portaborse dei gruppi parlamentari. Con una delibera, l’ufficio di presidenza di Montecitorio ha ridotto gli incentivi all’assunzione del personale specializzato. L’incentivo consisteva in una sanzione ai Gruppi che non assumevano i lavoratori inseriti in bacini specifici (Allegato A e Allegato B). Risultato: 42 persone sono andate a casa, mentre 87 lavoratori over cinquanta rischiano di essere esodati. Il più specializzato dei portaborse costa meno di un elettricista della Camera. I dipendenti dei Gruppi parlamentari incidono sul bilancio di Montecitorio per l’1,5%.

La delibera ha ridotto il rapporto degli “Allegati B”: da 1 ogni 6 deputati a 1 ogni 10, quindi ne ha ridotto il numero da 105 a 63. Ridimensionata anche la sanzione per mancata assunzione da 30.000 a 20.000. Di conseguenza 42 persone hanno perso il lavoro. Il minore onere effettivo a carico dei Gruppi è di 1.260.000 euro. Quanto ai dipendenti dell’allegato A, la sanzione per la mancata assunzione è stata ridotta da 65.000 a 55.000. Quindi si tratta di un minore onere potenziale pari a 870.000 euro.

M5S RISPARMIA UN MILIONE 

Il Gruppo M5S, avendo 222 deputati, secondo la precedente normativa avrebbe dovuto prendere 37 allegati B e 31 allegati A. Con la nuova, 22 allegati B e 31 allegati A. Con la precedente normativa, se non avesse assunto alcuno degli allegati, avrebbe pagato sanzioni pari a 1.200.000 per gli allegati B e 2.015.000 per gli allegati A. Con la nuova normativa, sempre nell’ipotesi che non assuma alcuno degli allegati, la sanzione è di 440.000 euro per gli allegati B e 1.705.000 per gli allegati A. Il risparmio per gli allegati B è pari a 760.000 euro e per gli allegati A e 310.000 euro. Totale 1.060.000 euro di maggiori risorse disponibili per M5S.

La delibera ha infine stabilito che entrambe gli allegati cesseranno nel 2028, tra 10 anni.  Ciò mette a rischio quel che resta della carriera lavorativa (e la pensione) di un gruppo di 87 lavoratori anziani, tra i 50 e i 65 anni, per la gran parte donne, dell’Allegato  A.

Fraccaro, Di Maio, Melodia

Ok, ma chi risparmia? Non il cittadino. I contributi ai Gruppi parlamentari restano inalterati. Anzi aumentano. Perché quei partiti che decidevano di non usufruire dei bacini della Camera pagavano dazio, perché la penale viene sottratta dal contributo che arrivava dalla Camera, l’ultima forma di finanziamento pubblico alla politica rimasta in piedi. I Cinquestelle, come si è detto, aumentano il proprio assegno di un milione e spicci. La metà di esso, da statuto, va alla piattaforma Rousseau. Quindi a Casaleggio.

I RISPARMI SE LI PAPPA ROUSSEAU

Lo statuto del Gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera ha due parti da evidenziale. L’articolo 10, comma 2, il quale dice che il 50 per cento delle risorse del gruppo (si parla di circa 10 milioni all’anno) vanno investiti in comunicazione. E l’articolo 2, comma 4, che dice che i mezzi di comunicazione ufficiali del Movimento sono il blog delle stelle e Rousseau. Quindi la metà dei soldi del finanziamento al Gruppo (l’ultima forma di finanziamento pubblico ai partiti) finisce a Casaleggio. E addio trasparenza: il sito dove i Cinquestelle rendicontavano su restituzioni e bilanci è fermo all’anno scorso per quanto riguarda il Senato (la Camera è ferma al 2016).

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