Val d'Aosta

Val d’Aosta in mano alla ‘ndrangheta 🗻 Si rivota: Salvini sogna la Regione n. 12

Una brutta storia di ‘ndrangheta decapita la giunta della Val d’Aosta. Il governatore Antonio Fosson lascia l’incarico. Venerdì Matteo Salvini sarà ad Aosta. L’obiettivo è tornare subito al voto e vincere da soli. Sarebbe la prima volta.

Una brutta storia di ‘ndrangheta decapita la giunta della Val d’Aosta. Antonio Fosson, indagato dalla Dda di Torino per scambio elettorale politico-mafioso, nell’ambito di un’inchiesta sul condizionamento delle elezioni regionali del 2018, lascia l’incarico. La mafia calabrese ha messo le radici anche lungo il confine, dopo aver permeato tutte le Regioni del Nord. Lo schema è sempre lo stesso: si puntano i territori più ricchi, mandando avanti prestanome e sfruttando la connivenza di insospettabili politici locali. E si fanno soldi. 

Fosson sapeva delle indagini dallo scorso Agosto, quando i carabinieri di Aosta gli hanno notificato l’avviso di garanzia. Ma si era tenuto tutto per sé. E, convocato a settembre in Procura per l’interrogatorio, non si era manco presentato. Non c’è solo lui in mezzo a questa storia: ieri hanno lasciato l’incarico anche gli assessori Laurent Vierin e Stefano Borrello e il consigliere Luca Bianchi, che si è dimesso da presidente di Commissione. 

E ora? L’inchiesta mette fuori gioco l’Area Civica Stella Alpina, partito del governatore. L’Union Valdotaine, primo partito con il 19,2 per cento dei voti e 7 consiglieri, propone di proseguire la consiliatura aprendo all’opposizione. Cioè alla Lega. Che, forte dell’exploit dello scorso anno (17 per cento), ha 7 consiglieri regionali. L’assessore alle finanze Renzo Testolin ha chiesto aiuto alla minoranza per approvare il bilancio. Poi magari da cosa nasce cosa. Il Carroccio però frena. Venerdì Matteo Salvini sarà ad Aosta. L’obiettivo è tornare subito al voto e vincere da soli. Sarebbe la prima volta. “Serve aria nuova e pulita, la Valle D’Aosta merita un futuro diverso e non inquinato. Noi siamo pronti a liberare questa splendida Regione da ogni tipo di condizionamento, senza accettare compromessi”, fa sapere il capitano. Anche Cinquestelle e Pd sono d’accordo sulle urne anticipate. 

“Quello che sta accadendo in Valle D’Aosta, oltre che preoccupante, è surreale”, dichiarano i grillini, “il presidente della Regione si è dimesso perché indagato per corruzione elettorale. Ma Fosson è anche Prefetto: è un paradosso, controllato e controllore in Valle D’Aosta si fondono nella stessa persona!”. E’ un esempio, aggiungono, “che dovrebbe far riflettere: il presidente dimissionario è la stessa persona che nell’inchiesta ‘Geenna’ inoltrò le relazioni conclusive delle commissioni d’indagine incaricate di verificare eventuali forme di infiltrazione mafiosa nell’amministrazione”. 

Fosson, intanto, si dichiara innocente: “Mi dimetto ma sottolineo con forza la mia totale estraneità rispetto ai fatti di cui ho avuto lettura negli ultimi giorni sui giornali”, ha detto. La Dda torinese, tuttavia, è convinta che “il sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista capeggiato dai fratelli Di Donato sia riuscito a influenzare le Regionali 2018, condizionando le scelte di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio”. Per farlo i boss hanno stretto rapporti con personaggi di primo piano della politica valdostana. Tra cui Fosson, Vierin e altri. L’elenco degli indagati è lungo. I carabinieri, nelle 800 pagine dell’annotazione dell’indagine ‘Egomnia’, parlano di “un connubio politico-criminale ben radicato nel tessuto sociale”. “Dobbiamo sempre tenere la guardia alta”, dichiara il  ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, “e avere attenzione massima. Si sta lavorando tanto con la magistratura e le forze dell’ordine”.

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